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Bling Lokman

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Bling Lokman

Prova testo lungo e foto grande
Sono nato in un villaggio rurale della Leventina, a Bodio, nel 1796, e quindi alla nascita non ero un ticinese. Il Cantone Ticino non esisteva ancora. Ero un suddito del Canton Uri, al quale la mia valle era collegata attraverso la mulattiera del Gottardo, che si doveva percorrere a piedi. Per valicare il passo, a dipendenza delle condizioni del tempo, occorrevano anche due giorni. La Svizzera era lontana…
Degli antichi legami con il Canton Uri rimane ancor oggi qualcosa, se è vero –come mi dicono– che in Leventina c’è una squadra che pratica uno sport che non conosco, e ha molti tifosi anche dalle parti di Altdorf!
Lungo la strada che percorreva la valle passavano molti tipi di viandanti: pellegrini, commercianti, soldati, funzionari. In qualche caso anche intere armate e il loro passaggio lasciava il segno, perché toccava ai contadini fornire loro tutto ciò di cui avevano bisogno. Per tutta la vita i miei convallerani conservarono il ricordo del passaggio degli austro-russi, nel settembre 1799, un’interminabile colonna di 23.000 soldati che si portarono via tutto, dal carlone non ancora maturo alle patate. Dunque la Leventina non era un luogo isolato, e i molti che passavano ci trasmettevano un’idea del mondo, ci parlavano della Svizzera, dell’Italia, di ciò che succedeva al di fuori dei nostri confini.
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Bling Lokman

Prova testo con foto piccola Sono nato in un villaggio rurale della Leventina, a Bodio, nel 1796, e quindi alla nascita non ero un ticinese. Il Cantone Ticino non esisteva ancora. Ero un suddito del Canton Uri, al quale la mia valle era collegata attraverso la mulattiera del Gottardo, che si doveva percorrere a piedi. Per valicare il passo, a dipendenza delle condizioni del tempo, occorrevano anche due giorni. La Svizzera era lontana…
Degli antichi legami con il Canton Uri rimane ancor oggi qualcosa, se è vero –come mi dicono– che in Leventina c’è una squadra che pratica uno sport che non conosco, e ha molti tifosi anche dalle parti di Altdorf!
Lungo la strada che percorreva la valle passavano molti tipi di viandanti: pellegrini, commercianti, soldati, funzionari. In qualche caso anche intere armate e il loro passaggio lasciava il segno, perché toccava ai contadini fornire loro tutto ciò di cui avevano bisogno. Per tutta la vita i miei convallerani conservarono il ricordo del passaggio degli austro-russi, nel settembre 1799, un’interminabile colonna di 23.000 soldati che si portarono via tutto, dal carlone non ancora maturo alle patate. Dunque la Leventina non era un luogo isolato, e i molti che passavano ci trasmettevano un’idea del mondo, ci parlavano della Svizzera, dell’Italia, di ciò che succedeva al di fuori dei nostri confini.
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Sono nato in un villaggio rurale della Leventina, a Bodio, nel 1796, e quindi alla nascita non ero un ticinese. Il Cantone Ticino non esisteva ancora. Ero un suddito del Canton Uri, al quale la mia valle era collegata attraverso la mulattiera del Gottardo, che si doveva percorrere a piedi. Per valicare il passo, a dipendenza delle condizioni del tempo, occorrevano anche due giorni. La Svizzera era lontana…
Degli antichi legami con il Canton Uri rimane ancor oggi qualcosa, se è vero –come mi dicono– che in Leventina c’è una squadra che pratica uno sport che non conosco, e ha molti tifosi anche dalle parti di Altdorf!
Lungo la strada che percorreva la valle passavano molti tipi di viandanti: pellegrini, commercianti, soldati, funzionari. In qualche caso anche intere armate e il loro passaggio lasciava il segno, perché toccava ai contadini fornire loro tutto ciò di cui avevano bisogno. Per tutta la vita i miei convallerani conservarono il ricordo del passaggio degli austro-russi, nel settembre 1799, un’interminabile colonna di 23.000 soldati che si portarono via tutto, dal carlone non ancora maturo alle patate. Dunque la Leventina non era un luogo isolato, e i molti che passavano ci trasmettevano un’idea del mondo, ci parlavano della Svizzera, dell’Italia, di ciò che succedeva al di fuori dei nostri confini.
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