L’SSM sconcertato dalla decisione del Consiglio federale di imporre la revisione parziale della ORTV

Il Sindacato dei media SSM è sconcertato dalla decisione del Consiglio federale di imporre la controversa revisione parziale dell’Ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV), nonostante le severe critiche avanzate sia sul piano procedurale che sostanziale. Oltre a rappresentare un preoccupante segno di disprezzo verso le istituzioni democratiche, questa decisione costituisce un attacco massiccio al servizio pubblico dei media in Svizzera. Ignorando le raccomandazioni delle commissioni parlamentari competenti e senza attendere l’esito del dibatto parlamentare e della votazione popolare sull’iniziativa «200 franchi bastano», il Consiglio federale priva il servizio pubblico dei media in Svizzera di milioni di franchi – senza alcuna necessità e senza valida giustificazione.

«È incomprensibile e allarmante che il Consiglio federale stia portando avanti da solo la modifica dell’ordinanza, nonostante il netto rifiuto delle parti interessate. Questa misura non solo indebolisce il servizio pubblico dei media, ma mette a repentaglio la democrazia stessa», afferma Silvia Dell’Aquila, segretaria centrale del Sindacato dei media SSM. «Temiamo per il futuro delle istituzioni politiche, per il nostro panorama mediatico, per l’indipendenza del giornalismo e per la qualità e la varietà della copertura giornalistica, elementi essenziali e indispensabili di una democrazia sana.»

Ampio rifiuto in sede di consultazione

Nella procedura di consultazione, la revisione parziale dell’Ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV) è stata clamorosamente bocciata. Oltre ai Cantoni e ai partiti politici, numerosi gruppi d’interesse con o senza legami con i media, la cultura, lo sport e l’educazione, così come un considerevole numero di privati, hanno espresso pareri critici. Anche la Coppa del Mondo di Sci di Crans Montana, l’Organizzazione degli svizzeri all’estero e il Festival del Film di Locarno si sono dichiarati contrari alla revisione parziale. Questo ampio rifiuto evidenzia l’importanza e l’interesse pubblico di un servizio pubblico forte, dotato di mezzi finanziari sufficienti e quindi indipendente. È incomprensibile che il Consiglio federale ignori queste voci – un atteggiamento che non è degno della nostra democrazia.

Conseguenze della revisione parziale

Per una democrazia funzionante, un panorama mediatico diversificato e indipendente è indispensabile. I previsti tagli al budget e la riduzione del canone per le aziende comporteranno non solo una significativa perdita di qualità e diversità nei servizi giornalistici a livello nazionale, ma anche un massiccio taglio di posti di lavoro in tutto il settore. Sia la SRG SSR che le aziende mediatiche private, i loro fornitori e l’intero settore della cultura e dello sport subiranno danni duraturi.

«La decisione del Consiglio federale è un grave errore che mina le fondamenta democratiche del nostro Paese. Ci appelliamo alla popolazione e alle istituzioni politiche affinché fermino questa pericolosa evoluzione verso uno smantellamento sempre più radicale», aggiunge Dell’Aquila.

L’SSM esorta il Consiglio federale a rispettare le istituzioni e i processi democratici, invitandolo a riconsiderare la sua decisione. Piuttosto, dovrebbe proporre misure che rafforzino il servizio pubblico dei media e, di conseguenza, la democrazia in Svizzera.