SSMinformatore  Nr.276

 

 

 

 

 

 

 

 

titoli:  

 

 

 

NO AI LICANZIAMENTI A SWISSINFO/SRI
Confederazione e SSR: il gioco dello scaricabarile finanziario

www.swissinfo.org
swissinfo per gli SVIZZERI ALL'ESTERO
switzerland's news and information platform

A Swissinfo/SRI si vogliono tagliare 26 posti a tempo pieno: sono in gioco almeno 32 licenziamenti! La direzione di swissinfo sta per decidere chi dovrà lasciare il campo. L'annuncio dei nomi di chi verrà licenziato è previsto per la fine di marzo.
Lo smantellamento di swissinfo - soprattutto se consumato nell'indifferenza - potrebbe aprire la strada ad ulteriori licenziamenti nelle altre unità aziendali.
Siamo all'inizio di una lunga serie all'interno della SSR?
Per contrastare questa eventualità, il sindacato SSM intende lanciare nelle prossime settimane un'azione di solidarietà all'interno di tutta l'azienda.
Speriamo di poter contare su di voi!
I giornalisti di swissinfo
P.S. Per conoscere il nostro lavoro, visitate il sito: www.swissinfo.org

 

Commento S. Hobi Borserini sulla situazione dei giornalisti swissinfo/SRI

Da ogni parte giunge conferma della notevole qualità del lavoro che swissinfo/SRI svolge per la "Quinta Svizzera" secondo il mandato conferito dalla concessione. Si sottolinea quanto sia importante la piattaforma d'informazione destinata agli Svizzeri all'estero, ma nessuno vuol più impegnarsi a reperire i fondi necessari.
Con il programma di sgravio, la Confederazione si sottrae alle sue responsabilità finanziarie. Contemporaneamente si vuole ridurre da 18 a 5 milioni il contributo a swissinfo/SRI per il 2005, mentre ne è previsto l'azzeramento completo a partire dal 2006. Dopo mesi di discussione, la SSR, rispettivamente il suo consiglio d'amministrazione, ha deciso, di concedere a swissinfo/SRI, oltre ai mezzi previsti (18 mio), un credito di transizione complessivo di 15 mio per il biennio 2005/2006. Ciononostante un taglio dei posti di lavoro sarà inevitabile: infatti, un quarto dei posti di lavoro sarà eliminato. Se la Confederazione si dice dispiaciuta e si trincera dietro le decisioni prese dal Parlamento, la SSR, dal canto suo, afferma di aver fatto il possibile e prende a pretesto le decisioni assunte dalla direzione swissinfo/SRI, mentre all'SSM non rimane che farsi carico dei licenziamenti di massa.
Nel frattempo si sono svolti i primi colloqui fra swissinfo e SSM, ai quali dovranno seguirne altri se si vogliono trovare delle soluzioni accettabili per i collaboratori e le collaboratrici interessate. L'SSM considera però inaccettabile la decisione presa dalla SSR di non sostenere di più finanziariamente swissinfo. Per tale ragione ha proposto al consiglio d'amministrazione di prevedere nel bilancio di swissinfo/SRI un credito supplementare di 4 mio per i prossimi due anni, destinato a salvaguardare il livello qualitativo del portale Internet.
I prossimi due anni saranno di massima importanza. Infatti, la SSR deciderà nei prossimi mesi quale indirizzo adottare nel campo multimediale. Inoltre, secondo alcune affermazioni fatte da J.-B. Münch, presidente del consiglio d'amministrazione della SSR, nel 2005 è previsto che vengano ridiscusse tutte le prestazioni offerte dall'ente. Nel frattempo, saranno resi noti anche i contenuti della nuova LRTV e sapremo quindi quali saranno le prestazioni destinate agli Svizzeri all'estero e le relative modalità di finanziamento.
L'SSM non può accettare che, proprio ora, la SSR riduca drasticamente il potenziale costituito dal suo personale molto qualificato nel campo multimediale, quando deve ancora definire a fondo quale strategia adottare in merito all'"on-line". Una simile politica è miope, distrugge posti di lavoro e tratta in maniera irriguardosa i giornalisti che, nel corso degli anni, hanno contribuito a trasformare il portale Internet di swissinfo in uno strumento d'informazione multimediale unico, in cui trovano spazio anche i contributi delle altre unità aziendali della SSR, proposti in nove lingue.
È giunto il momento che scenda in campo anche SSM idée suisse, in altre parole i collaboratori radiotelevisivi di tutte le regioni linguistiche: il 12 febbraio è stata lanciata una petizione per difendere i posti di lavoro e il livello di qualità di swissinfo/SRI. In quanto datore di lavoro, la SSR deve assumersi le sue responsabilità per tutte le unità aziendali e annullare i licenziamenti di massa!
Go ahead for swissinfo - save the jobs!

swissinfo/SRI ci vuole, perché:

"...swissinfo svolge un compito importante: il portale Internet informa, in maniera indipendente e neutrale, i cittadini svizzeri residenti all'estero su quanto succede nel nostro Paese. L'elaborazione multimediale nelle lingue nazionali, specifica per gruppo target, costituisce, in combinazione con l'offerta delle altre unità aziendali SRG SSR, un pacchetto informativo unico. ...."

"...La cosiddetta "Quinta Svizzera" è rimasta a lungo una realtà poco conosciuta. Un'inchiesta recente ha mostrato che l'interesse nei confronti della Svizzera da parte dei nostri connazionali all'estero non è per niente scemato. Da qualche tempo, emigrare non è più una strada a senso unico. Sono tanti i connazionali che, dopo un certo periodo vissuto all'estero, rientrano in Svizzera. Un contatto continuo con la Svizzera è quindi importante, poiché ne facilita il rimpatrio e previene un'immagine contorta del Paese. Inoltre i nostri connazionali all'estero svolgono, per così dire, una funzione di "ambasciatori" della Svizzera, la quale torna a vantaggio del nostro Paese.
Se l'impegno professato in favore della "Quinta Svizzera" è inteso in maniera sincera, allora è indispensabile metterle a disposizione, sostenendola con i mezzi finanziari necessari, un'offerta d'informazione indipendente, adeguata e destinata a persone che non seguono quotidianamente le tematiche all'ordine del giorno in Svizzera. Non vi è alcun motivo per negare ai connazionali all'estero il beneficio di un servizio pubblico....."

"...Inoltre swissinfo offre informazioni, analisi e valutazioni comprensibili anche a stranieri interessati al nostro Paese....."

".....ricorrendo a strumenti multimediali, swissinfo informa, in più lingue e in maniera oggettiva, sui variegati aspetti inerenti alla Svizzera. L'equo modello di finanziamento attualmente in vigore (Confederazione e SSR), deve permettere una pianificazione indipendente e a lungo termine - non condizionata dallo scontro politico interno. La situazione deve rimane tale, poiché gli Svizzeri all'estero non devono diventare il terreno di gioco della politica soltanto perché non fanno la voce grossa nel loro Paese. ..."

"....nel paesaggio dei media internazionali sempre più monopolizzato, la voce di swissinfo rappresenta un prodotto di alta qualità, una vetrina irrinunciabile con cui la Svizzera si presenta all'estero....."

 

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NOMINA DEL NUOVO RESPONSABILE DI RETE2
Non vi diciamo il perché....!

 

La nomina del nuovo Capo della Rete 2, avvenuta lo scorso 18 novembre 2003, ha suscitato non poche perplessità tra il personale della RTSI. In particolare 37 collaboratori di Rete 2 su 47 ci avevano chiesto di far pervenire al Comitato del Consiglio della CORSI una lettera nella quale manifestavano il loro "... turbamento per la mancata nomina di Giulia Fretta. Tale turbamento è rafforzato dalle modalità che hanno condotto alla presa in considerazione di un candidato esterno verso il quale - teniamo a precisare - non sussistono da parte nostra pregiudizi" e in seguito chiedevano di "... essere messi a conoscenza delle procedure e dei criteri che hanno orientato la vostra scelta, procedure e criteri che - alla luce delle considerazioni sin qui esposte - oltre all'applicazione, mettono in discussione la validità del Contratto Collettivo di Lavoro che, come prassi consolidata, dovrebbe trovare per analogia la sua applicazione anche per i Quadri aziendali."

 

Come SSM, dopo averne discusso in comitato, abbiamo deciso di accompagnare la lettera dei collaboratori di Rete 2 con una presa di posizione nella quale ci siamo dichiarati "sconcertati dalla scelta operata dal comitato della CORSI di escludere l'attuale vice di Carlo Piccardi, Giulia Fretta, soprattutto perché questa decisione appare come una chiara discriminazione della donna in un'azienda nella quale l'organigramma presenta un vertice tutto al maschile e che pure, da anni, pone come obiettivo dichiarato quello di permettere a delle donne di accedere a posti di direzione, e questo in linea con obiettivi federali che si rifanno a quelli internazionali ai quali la Svizzera ha aderito con un impegno politico preciso (...) Ci preoccupa molto la mancanza di sensibilità che il Comitato del Consiglio regionale della CORSI ha dimostrato su questo tema pur avendo ricevuto preventivamente un invito in questo senso da parte della responsabile del gruppo management delle diversità della RTSI, Signora Krysia Binek (...) La candidata femminile alla nomina di Responsabile di Rete Due ha un'esperienza, una formazione e una capacità tali che la sua scelta non avrebbe rappresentato un alibi per avere finalmente una donna ai vertici dell'azienda. I successi di Rete Due, ottimi per una radio culturale, ottenuti in gran parte proprio grazie all'impegno, al lavoro e all'apporto di Giulia Fretta, sono dei puri e semplici dati di fatto, come pure é ampiamente accertata la stima che gode tra i suoi collaboratori, attestata anche dalla lettera allegata. E' chiaro che il successo di Rete Due è da imputare all'insieme dei collaboratori, ma è altrettanto vero che Giulia Fretta ha saputo motivarli e trovare quelle strategie di cambiamento che hanno permesso la riuscita del progetto. La vostra scelta colpisce quindi anche una Rete che sta lavorando bene, con grande impegno, ottenendo risultati insperati, e questo è vissuto dai collaboratori come un non riconoscimento del lavoro che si svolge, suscitando sentimenti di tristezza se non addirittura di rabbia. La RTSI viene anche sconfessata nella sua capacità di formazione interna di figure capaci e competenti, per tutti questi motivi vi chiediamo che venga riesaminata la vostra scelta, ed è in questo senso che ci rivolgeremo anche ai vertici della SSR SRG idée suisse e quelli della RTSI."

Nella nostra lettera al direttore generale Armin Walpen e al direttore regionale Remigio Ratti ricordavamo che:

"(...)La SSR SRG idée suisse, da anni, ha posto come obiettivo strategico quello di aumentare la presenza delle donne nei posti di responsabilità (...) A livello regionale la volontà è stata ribadita anche ultimamente con l'istituzione dell'Antenna Management delle diversità (...) Il principio è stato chiaramente espresso a più riprese e la strategia aziendale lo contempla, come pure il fatto - in caso di concorsi - di preferire, a parità di requisiti dei candidati, il sesso sottorappresentato e il candidato interno. Tali principi sono ripresi anche nella CCL. Se vengono fissati degli obiettivi è perché questi vogliono essere raggiunti: il mancato raggiungimento degli stessi - in particolare quando se ne presenta la possibilità come in questo caso - rappresenta uno smacco per l'apparato stesso che li enuncia. Inoltre viene qui sconfessato anche lo sforzo e la capacità di formazione interna di figure capaci e competenti. Siamo quindi convinti che il nostro dissenso possa essere condiviso anche da voi (...)"

In risposta ci pervenivano due lettere laconiche, una firmata da Generali, e una da Walpen nelle quali si affermava semplicemente che la nomina era stata eseguita dall'organo competente nel rispetto degli statuti e il Comitato del Consiglio della CORSI ci comunicava di non accogliere la nostra richiesta di riesame della designazione del nuovo capo della Rete Due, invitava però il presidente SSM Renato Soldini ad un incontro con il Comitato del Consiglio Regionale della CORSI il 24 gennaio 2004. Abbiamo quindi rinviato ogni considerazione in attesa dell'incontro durante il quale eravamo convinti di ricevere risposta ai nostri quesiti, ma purtroppo niente di tutto ciò è accaduto.

Eppure i nostri interrogativi erano legittimi, eccoli riassunti:

- Perché non è stato rispettato il bando di concorso? (si richiedevano significative esperienze nei media preferibilmente elettronici);
- Perché non è stata scelta la candidata interna quando questa aveva solide qualifiche, come prescrive la CCL?
- Perché si preparano candidati interni organizzando corsi di formazione specifici in vista di promozioni ad incarichi direttivi e poi al momento di attribuirgli nuove funzioni si preferisce un candidato esterno ?
- Perché non è stata considerata la candidatura femminile come prevede ancora la CCL art. 4 e come prevedono gli obiettivi RTSI? La delegata RTSI al Management delle diversità, Krysia Binek, lo ha ricordato inutilmente in una lettera alla CORSI. Eppure alla RTSI tra i 58 quadri più 3 direttori ci sono solo 9 donne situate nelle categorie più basse.
- Perché viene esclusa la candidata che ha contribuito in prima persona al successo, senza precedenti, della Rete Due ?

Il Comitato del Consiglio della CORSI non ha ritenuto di dover rispondere ai nostri interrogativi perché, ci ha ribadito il presidente Claudio Generali, afferma il principio di autonomia e competenza nella scelta di alti dirigenti dell'azienda e non vede la necessità di giustificare al personale e ai suoi rappresentanti le ragioni della propria scelta né per iscritto, rispondendo alle due lettere, né oralmente e nemmeno, aggiungiamo noi, di menzionare l'avvenuta discussione sul comunicato stampa relativo alla riunione. Le uniche motivazioni per giustificare la designazione del nuovo capo Rete Due sono state addotte per sottolineare i meriti del candidato scelto, cosa che nessuno ha mai misconosciuto, e per sottolineare che la scelta esterna è avvenuta per "immettere nell'azienda sangue fresco" e quindi per portare in una realtà piuttosto chiusa nuove conoscenze e nuove esperienze. Inoltre la questione femminile, che hanno ammesso essere grave alla RTSI, verrà affrontata nei prossimi anni approfittando dei numerosi pensionamenti.

Prendiamo atto, ma ricordiamo che questi atteggiamenti di chiusura, di mancanza di trasparenza, di non rispetto delle regole e di scarsa considerazione del personale non fanno bene né all'azienda né al personale e rischiano di intaccare valori fondamentali per il buon funzionamento di un'azienda. Un segnale significativo è arrivato proprio dal recente sondaggio della SSR dal quale traspare chiaramente l'insoddisfazione verso i vertici dell'azienda, la scarsa trasparenza e le opportunità di sviluppo professionale.
L'assenza di risposte lascia inoltre spazio a molte illazioni, ognuno si terrà la propria opinione in merito.

All'insoddisfazione per la mancata nomina di Giulia Fretta si è aggiunta quella per le risposte mancate!

 

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AUMENTO DEGLI AFFITTI DEI POSTEGGI
Una proposta vuota ... è possibile riempirla?

 

Il consistente aumento dei costi dell'affitto dei posteggi RTSI ha suscitato una valanga di proteste. Una proposta analoga ci era già pervenuta alla fine del 2002 e avevamo già risposto negativamente ad un aumento che non fosse accompagnato da una proposta che tenesse conto dei problemi di mobilità, salvaguardia dell'ambiente, trasporti pubblici, e piani viari comunali e cantonali.

 

Purtroppo a un anno di distanza ci si ripropone un aumento senza nessuna proposta che tenga conto delle nostre richieste di analisi. Contro questo modo di procedere abbiamo manifestato il nostro disaccordo portando la tematica all'incontro con la direzione che abbiamo avuto negli scorsi giorni; ci siamo fatti interpreti del malcontento dei collaboratori e abbiamo ribadito la nostra posizione che era già stata espressa in una lettera al Direttore regionale alla fine del 2002.

Un semplice aumento del prezzo dei posteggi non può essere la soluzione auspicata e praticabile nell'interesse comune, ma è una soluzione sbrigativa, tutta a carico del lavoratore che è pur sempre cittadino e non si preoccupa minimamente della qualità della vita della regione e dei gravi problemi di inquinamento e di traffico del cantone. Confrontare semplicemente dei prezzi applicati in realtà diverse per dedurne la necessità di giustificare un aumento sproporzionato dei prezzi, riversandolo su chi lavora, senza dare la possibilità di effettuare una scelta ponderata sul tipo di mobilità utilizzabile, risulta essere una soluzione di comodo e controproducente.
Ancora una volta, un'azienda che di fatto è azienda di servizio pubblico, si muove, nel suo interno, senza minimamente tener conto del contesto socio/politico in cui si situa, anzi, approfittando di questa situazione, ne trae particolare profitto.
Constatiamo come la decisione stessa non sia scaturita da una ricerca poliedrica di quelle sinergie possibili, utili a risolvere i problemi d'incremento del traffico cittadino causato anche dagli spostamenti del personale della RTSI, (si possono quantificare in almeno 3000 gli spostamenti giornalieri) ma da un calcolo ben preciso di chi ben conosce i margini di guadagno dati dall'affitto dei posteggi alla RTSI.
Lo stesso Piano cantonale dei trasporti, descrive come vi siano chiare direttive atte a realizzare una rete integrata di trasporto pubblico nella cintura circostante gli agglomerati, così da permettere al privato un'adeguata mobilità.
Gli strumenti pianificatori sono formati da un ampio ventaglio di misure coordinate e complementari, elaborate per perseguire quegli obiettivi prefissati, e il cui fine è di conciliare gli interessi pubblici e privati. Certo è che sta ai Comuni armonizzare gli interventi dei privati con l'interesse pubblico e determinare i mezzi finanziari per realizzare le infrastrutture necessarie, ma per analogia, sta pure al privato (nel nostro caso alla RTSI) cercare le giuste sinergie con il pubblico, così da sfruttare al meglio quella metodologia innovativa data dal Piano direttore Cantonale che consiste nell'affrontare la problematica dei trasporti attraverso un approccio integrato e partecipativo. Sulla base della direttiva Cantonale traspare in modo chiaro, la volontà politica del Cantone di cercare di risolvere in maniera adeguata quei problemi di protezione dell'ambiente e di qualità di vita nelle nostre città. Il piano direttore vuole essere, appunto, l'incentivo per la soluzione della problematica del rapporto tra il servizio pubblico e la mobilità privata, quale importante componente della qualità di vita.
Decidere un aumento dei prezzi dei parcheggi incondizionato, credendo di contribuire in modo specifico alla risoluzione di quei problemi di carattere viario e ambientale, è sbagliato e inopportuno. Non utilizzare gli strumenti atti ad armonizzare gli interventi privati con quelli pubblici, vuol dire non voler contribuire in maniera attiva allo sviluppo di quella mentalità che serva da stimolo per l'insieme della società, e ciò non può e non deve essere la specifica politica di un'azienda come la RTSI che è pur sempre considerata servizio pubblico e con delle responsabilità, vista la sua posizione "faro" nel Cantone.

All'incontro con la direzione e abbiamo avanzato delle proposte costruttive che permettano un discorso di questo tipo:

Innanzitutto l'istituzione di una commissione incaricata di gestire gli introiti dei posteggi nella quale l'SSM sarebbe rappresentato. La commissione dovrebbe utilizzare gli introiti per la manutenzione dei posteggi e per attuare degli interventi concreti che permettano e incentivino delle scelte diverse per quanto riguarda la mobilità. Ad esempio:

- L'introduzione di una navetta per Comano con frequenze interessanti
- La sovvenzione dell'abbonamento Arcobaleno.
- Avviare contatti e discussioni con gli organi comunali e cantonali che si occupano di questi aspetti.

Il Direttor Balestra si è dimostrato interessato e sensibile alla problematica, speriamo che la nostra proposta si traduca in realtà. Per ora rimaniamo in attesa e vi terremo al corrente.


 

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SERATA GIORNALISTI

Non male, anzi quasi da non crederci: un centinaio di persone che partecipano o assistono a un dibattito sul tema dei rapporti fra politica e informazione in Ticino. E' stato anche grazie all'SSM che la Federazione Ticinese dei Giornalisti (ATG) ha potuto organizzare l'incontro svoltosi lo scorso dicembre presso il Centro Spazio Aperto di Bellinzona.
Abbiamo chiesto al presidente dell'ATG, Aldo Sofia, di commentarlo.

 

"Una crisi di governo è bastata per rilanciare il tema dei rapporti fra informazione e politica in Ticino.
La prossimità, in un piccolo Cantone a volte fin troppo ripiegato su sé stesso, può diventare un'arma a doppio taglio. E' probabile che in nessun altro angolo di mondo la classe politica goda di un accesso così facile e abbondante ai mezzi di informazione: tre quotidiani, diversi settimanali, e una Radio-TV offrono alla nostra classe politica una cassa di risonanza di ampiezza senza paragoni. "Quasi un'ossessione", ha evidenziato una voce nel pubblico riunito a Bellinzona. Difficile dargli torto. Una situazione che ha molte spiegazioni, ma che in sostanza è l'eredità - e teniamocela stretta - di una peculiarità tutta cantonale, per cui ancora non molti anni fa il Ticino poteva addirittura contare su ben cinque quotidiani. Situazione insostenibile, per ragioni che sono sia socio-politiche (crisi della politica tradizionale = fine dei quotidiani di partito) sia di mercato. Ed infatti le cose un po' cambiano, o stanno cambiando, o si cerca faticosamente di cambiarle. Anche in termini di indipendenza giornalistica. Per carità, nulla di rivoluzionario. Ma tanto basta. Accade così che il facile e abbondante accesso ai media può diventare un boomerang, o l'imprevista arma a doppio taglio. Un mondo politico non abituato ad un giornalismo politico un po' più incisivo e un po' meno pigro, un po' più indipendente e un po' meno al traino fa perciò fatica a capire, accettare, adeguarsi, trovare le buone contromisure. Soprattutto, fa fatica a capire che la politica e i suoi protagonisti sono serviti al meglio non da un giornalismo che si limita a registrare acriticamente ciò che gli piove addosso in abbondanza, ma piuttosto da un giornalismo che non si limita a riferire ma illustra, spiega, indaga, apre e promuove il dibattito. Quindi: non una semplice, automatica, passiva cinghia di trasmissione.
Il confronto di Bellinzona ci ha detto che questo "snodo" è vissuto ancora con preoccupazione, a volte con sospetto, altre come se si trattasse di un'evoluzione da contestare, criticare e se possibile bloccare: bloccare tutto ciò che è scomodo più che sbagliato. Prendendo magari a pretesto il fatto episodico, l'errore singolo. Ma in questa fase di transizione (e senza negare le eccezioni del passato) anche il giornalismo, è stato detto, faccia le riflessioni che non ha ancora fatto. In sostanza: più indipendenza deve significare più formazione, più serietà, più credibilità.
Il coraggio, da solo, non basta.
Anzi, può diventare, anche per i giornalisti, un'arma a doppio taglio.

 

 

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POLITICA DEL PERSONALE AllA RTSI

 

Lo scorso mese di ottobre abbiamo avuto un incontro con la Direzione per discutere di politica del personale alla RTSI. Preoccupati soprattutto per la tendenza degli ultimi anni che vede una diminuzione del personale non indifferente, abbiamo chiesto ragguagli dichiarando come, a nostro parere, sia pericoloso vedere i costi del personale come i costi da diminuire, con conseguenze critiche anche sul carico di lavoro e sulle situazioni di stress. Si è pure affrontato il problema della scarsa rappresentanza femminile nei quadri e in generale nelle funzioni superiori, nonostante la formazione delle donne sia mediamente migliore rispetto a quella degli uomini. Abbiamo anche espresso la preoccupazione riguardo al sentimento, percepito da diversi collaboratori, di un apparato burocratico che cresce a scapito delle energie impiegate nel programma e nella produzione.

Ecco tre domande per l'Informatore contenenti i principali interrogativi che abbiamo sottoposto al Direttor Ratti.

 

Domanda n.1
Dal 2000 al 2002 alla RTSI vi è stata una diminuzione di personale di 56 persone, alcune di queste essendo a tempo parziale, la diminuzione si può quantificare in 29 capacità a tempo pieno. Non ritiene che tali cifre siano preoccupanti soprattutto per un'azienda della SSR che deve tenere il passo con le altre consorelle e che sul piano occupazionale rappresenta un punto di riferimento importante nel Cantone?
Cosa è successo nel 2003 e cosa dobbiamo aspettarci per il futuro per la radio e per la televisione?

Prima di rispondere a queste domande è doveroso mettere in rilievo come queste presuppongano delle ipotesi che vanno valutate e verificate alla luce della traiettoria evolutiva della nostra società, della SRG SSR idée suisse, della RTSI, quindi delle prospettive evolutive dello spazio audiovisivo nazionale, regionale e internazionale.
In particolare,l'aumento o la diminuzione del personale è necessariamente l'indicatore migliore per definire lo stato di salute dell'azienda e valutare le prospettive per chi vi lavora?
La risposta è possibile solo se andiamo aldilà di un mero criterio aritmetico. Con il passaggio del secolo è evidente che la Svizzera conosce un'epoca caratterizzata da vere e proprie fasi di rottura nelle traiettorie di sviluppo, sia con riferimento all'intera economia, sia rispetto ai settori e alle singole imprese. Ora, l'indicatore d'occupazione deve essere valutato rispetto a un nuovo modello, quello che consideri "lo sviluppo sostenibile" per la SSR e per la RTSI.
L'evoluzione delle capacità 1994-2003 illustra indubbiamente una nuova traiettoria di sviluppo che mira, tramite la strategia la "RTSI verso il 2006", ad una visione integrata delle dinamiche evolutive per consolidare la nostra posizione tenendo conto di sensibili mutamenti strutturali e di mercato. Così il deficit del 2000 è stato un campanello d'allarme mentre la strategia aziendale 2001 -2006, tempestivamente impostata, ha spinto verso un miglior o diverso impiego delle risorse. Questo ha permesso di rispondere al nuovo scenario SSR mantenendo un buon livello di offerta pur nell'ambito di un bilancio più severo. I risultati fondamentalmente sani ed equilibrati degli ultimi tre anni 2001-03, permettono di affrontare e compensare l'importante deficit transitorio pianificato per il 2004, quando entrerà in funzione il "Centro News di Comano". Verosimilmente ciò permetterà ancora di affrontare un difficile 2005, quando verranno al pettine una serie di fattori penalizzanti per la SSR e quando la nostra domanda d'adeguamento della tassa di ricezione dovrà affrontare un clima politico in parte ostile.

Entrando nel dettaglio occorre essere prudenti poiché l'analisi su soli due anni non è sufficientemente significativa, soprattutto se consideriamo l'evoluzione ciclica dei pensionamenti e l'impatto dei diversi progetti strategici.
Il cambiamento di traiettoria evolutiva del sistema svizzero appena citato e la nuova fase d'adeguamento si lascia piuttosto leggere sull'arco del decennio. Se il personale SSR e quello della RTSI in particolare ha ancora potuto accrescersi di 65 unità nel periodo 1993-2000, nel 2001 e 2002 si è assistito ad una contrazione di 56 contratti. Una parte di queste (29 unità) è però imputabile a modifiche contrattuali e ad attribuzioni esterne, e non a diminuzione delle prestazioni fornite e pagate.
Per quanto riguarda le capacità, le stesse sono cresciute di 104 unità nel periodo 1993-2000, mentre la contrazione nel periodo 2001-2002 è di 29 unità. Anche in questo caso una parte di questa riduzione (8 unità) è da attribuire alle modifiche contrattuali e alle esternalizzazioni.
Per il 2003, ma i dati non sono ancora definitivi, assistiamo ad un aumento di due unità contrattuali e due capacità.

In conclusione, e a prescindere dalla pesante ipoteca dei cambiamenti connessi con il progetto di nuova Legge RTV, che approderà in parlamento già nella sessione primaverile del Nazionale, la gestione strategica e gli sforzi intrapresi da voi tutti hanno finora permesso di perseguire un obiettivo di crescita sostenibile a medio termine per la RTSI, nonché di raggiungere obiettivi d'ascolto e di soddisfazione del pubblico di tutto rispetto. Dobbiamo rallegrarci e saper dare prima di tutto anche un messaggio di soddisfazione.

Domanda n.2
La diminuzione del personale si ripercuote in modo importante sul carico di lavoro. Il personale si lamenta sempre di più per i ritmi; le situazioni di stress aumentano come anche le difficoltà a far fronte a delle situazioni impreviste: la malattia di un collega diventa facilmente un grosso problema. Tali elementi sono evidenziati anche nelle risposte al questionario al personale. Come valuta questa situazione? Quali misure intendete prendere per porvi rimedio?

L'azienda non è sicuramente indifferente a questa situazione che comunque non è specifica alla nostra azienda o alla SRG SSR. Quello che abbiamo potuto costatare è un aumento di carico in determinati settori. Per questo, anche grazie alle nuove tecnologie, si sono rinforzate alcune aree, mentre non si è proceduto alla sostituzione di collaboratori in partenza in altri settori.
D'altra parte le attività legate alla produzione e diffusione di programmi non possono essere sempre suddivise in modo tale da consentire, grazie all'assunzione di nuovo personale, di diminuire i carichi lavorativi in modo proporzionale.
In questi ultimi anni l'azienda ha comunque soprattutto risposto con una generosa offerta globale, per esempio aumentando le vacanze dei collaboratori e delle collaboratrici di 5 giorni all'anno; le statistiche indicano che questi giorni in più vengono generalmente goduti e l'inchiesta sul personale rileva che queste giornate supplementari sono state apprezzate.
Un altro esempio riguarda l'agevolazione delle richieste di riduzione del tempo di lavoro, ciò che permette spesso l'assunzione di nuovo personale e riduce i disguidi legati agli imprevisti.
Infine, se è vero che parte dei collaboratori e delle collaboratrici si lamentano per il carico lavorativo, è altrettanto vero che dal sondaggio emerge che il personale ritiene che l'orario di lavoro risponde alle sue esigenze.

Domanda n.3
Per far capo a queste situazioni d' emergenza e di stress, invece di assumere personale, non si sostituisce quello che parte, ma si fa sempre più capo a personale a prestito, soprattutto nei settori produttivi, senza garantirgli la formazione adeguata, con una conseguente perdita di know-how importante e con tutta una serie di problemi correlati. Siete coscienti del pericolo che comporta il far capo in modo non equilibrato a forze esterne e del pericolo di far lavorare delle persone non sufficientemente formate e con delle condizioni di lavoro precarie? Dobbiamo aspettarci che il fenomeno continui e si intensifichi ulteriormente?

Come indicano chiaramente i dati, le partenze sono sostituite, anche se non esiste più una sostituzione automatica. Una gestione oculata impone una verifica attenta e delle scelte di priorità, vegliando al giusto equilibrio fra forze esterne e interne. Vi sono così partenze che non sono rimpiazzate. Ma questo avviene in settori non strategici e per i quali i privati danno un know-how specifico e forniscono prestazioni professionali. Si tratta per lo più d'attività legate a funzioni di supporto.
In altri casi vi possono essere posticipi nelle assunzioni, in quanto l'introduzione delle nuove tecnologie richiede una nuova definizione dei processi produttivi e l'identificazione delle competenze e capacità che devono avere i nuovi assunti per ricoprire al meglio le attività richieste da questi nuovi sistemi.
Questo ha lo scopo di migliorare il know-how dei nostri collaboratori e delle collaboratrici e non certo di ridurlo.
Infine la collaborazione con esterni è indispensabile per coprire le punte di produzione che la ciclicità dei palinsesti, l'aumento dell'offerta (TSI2, multimedia ecc.) e gli avvenimenti imprevisti impongono. In questo caso cerchiamo sempre di coinvolgere personale esterno formato e competente. Se in un caso questo non è avvenuto, ciò non può essere assurto come regola.
Quanto alle condizioni di lavoro noi esigiamo, nei contratti con i nostri fornitori di prestazioni, il rispetto della legge su lavoro; questo proprio a tutela del personale esterno.

 

Remigio Ratti, DR

 

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QUAL'È IL FUTURO DELLE CASSE PENSIONI IP

Si fonderà con la Cassa Pensioni SSR?

 

Il sistema di previdenza professionale alla SSR è lungi dall'essere semplice. Attualmente è formato da due casse: La Cassa pensioni SSR (CP SSR) e l'Istituto di previdenza in favore del personale SSR (IP), una fondazione collettiva gestita dalla Basilese. Entro il primo gennaio 2005. l'IP dovrebbe fondersi con la CP SSR. Qual è la posta in gioco? Cosa sostiene l'SSM?

Stephan Ruppen, segretario centrale SSM

 

Indubbiamente, la fusione delle due casse pensioni è un'operazione complessa che solleva numerosi interrogativi. Bisogna in effetti stabilire in modo preciso la situazione finanziaria delle due casse, verificare se le loro prestazioni sono simili e sapere quali sono le condizioni statutarie e giuridiche da rispettare. Bisogna anche determinare se la fusione modifica il profilo del rischio, cambia ciò che è acquisito o genera un aumento dei premi, oppure se si traduce con delle economie a detrimento degli uni e a profitto degli altri.

Attualmente, siccome il processo di trasferimento è appena iniziato, possiamo rispondere soltanto a una parte di queste domande.

Da un punto di vista generale, possiamo già ora affermare che:

- le due casse godono di una situazione finanziaria molto sana. La CP SSR presenta sì una sotto copertura, ma che non è per nulla problematica, è dovuta al fatto che il capitale della cassa ha potuto essere investito soltanto nel corso del 2003. Per quanto riguarda l'IP, ha una sovracopertura di 55 milioni di franchi.

- Le due casse offrono delle prestazioni più o meno simili e sembrerebbe fattibile risolvere le differenze. Per contro, il regolamento del pensionamento anticipato (rendita transitoria) e l'armonizzazione delle quote pongono un problema più spinoso.

Il passaggio dell'IP, una cassa che applica il regime del primato dei contributi (vedi glossario), alla CP SSR non pone nessun problema nella misura in cui la CP SSR propone i due regimi: il primato delle prestazioni e il primato dei contributi. Anche dal punto di vista giuridico il passaggio non pone nessun problema insolubile. Semplicemente, bisognerà fare attenzione a evitare ogni diluizione dei diritti degli assicurati IP nella nuova cassa, altrimenti detto: fare in modo che ogni persona assicurata benefici del libero passaggio completo senza nessuna perdita. D'altra parte, questo trasferimento implica l'armonizzazione dei tassi di copertura attualmente diseguali delle due casse. Per gli assicurati IP, questo significa che i fondi liberi (55 milioni di franchi) dell'IP dovranno essere distribuiti, ciò si tradurrà con un aumento dell'avere di vecchiaia individuale. Le modalità di ripartizione di questa somma saranno oggetto di negoziati.

Una risposta importante per gli assicurati IP è così data. In caso di trasferimento dell'IP alla CP SSR, l'avere di vecchiaia acquisito individualmente sarà garantito. Inoltre tutti gli assicurati IP riceveranno una parte dei fondi liberi dell'IP.

In caso di trasferimento, chi passerà al primato delle prestazioni e chi al primato dei contributi?

Non è facile rispondere a questa domanda perché, normalmente, soltanto le persone che hanno un volume di occupazione variabile dovrebbero essere affiliati all'IP. In caso di trasferimento alla CP SSR i variabili passeranno al regime del primato dei contributi. Per loro, il sistema di finanziamento rimarrebbe quindi uguale.
Ma l'IP conta anche circa 1280 collaboratori e collaboratrici che hanno un volume di occupazioni fisso (salario mensile). Per delle ragioni giuridiche, questi assicurati dovranno passare dal regime del primato dei contributi al regime del primato delle prestazioni. Questo cambiamento di sistema è importante. Con il primato dei contributi, l'impiegato e il datore di lavoro versano ognuno delle quote equivalenti, per esempio 7% del salario assicurato. In un'assicurazione-risparmio solita, queste quote sono investite e rendono degli interessi. Quando la persona assicurata va in pensione, si applica un tasso detto "di conversione" per calcolare la capitalizzazione e definire una rendita mensile. Invece, con il primato delle prestazioni, è assicurata una prestazione proporzionale all'ultimo salario ricevuto. Il numero degli anni di pagamento determina se una persona avrà diritto al massimo della rendita oppure no. È possibile acquistare degli anni. Il prezzo di un acquisto (sempre volontario) è calcolato caso per caso.

Il trasferimento implica una modifica delle prestazioni?

Normalmente, non c'è nessun legame tra il tipo di regime dei primati e le prestazioni che la cassa si impegna a versare secondo un regolamento. È così possibile che delle prestazioni meno interessanti siamo promesse sotto il regime del primato delle prestazioni che sotto quello dei primati dei contributi.

Come detto sopra, le due casse della SSR offrono delle prestazioni simili. Nei casi dove esistono delle differenze, bisognerà trovare delle soluzioni in un'ottica globale in modo di compensare vantaggi e inconvenienti da una parte e dall'altra.
In altre parole, in caso di trasferimento, le prestazioni dovranno essere armonizzate in modo che un peggioramento da un lato sia compensato con un miglioramento da un altro. Una tale armonizzazione è indispensabile se si vuole evitare che gli assicurati che dovranno obbligatoriamente essere consultati, si pronuncino contro il trasferimento.

Sarà compito dell'SSM vegliare a un equilibrio tra vantaggi e svantaggi. L'analisi dei regolamenti delle due casse è in corso e i negoziati sono appena iniziati. Non sappiamo quindi ancora in quali ambiti e per quali motivi dei cambiamenti dovranno essere introdotti. Tuttavia bisogna aspettarsi dei problemi per ciò che concerne il pensionamento anticipato. In effetti, in questo ambito l'IP offre delle soluzioni migliori rispetto alla CP SSR (rendite transitorie).

A quanto ammonteranno le quote?

Le prestazioni della cassa pensione (rendite di vecchiaia, prestazioni in caso di decesso, rendite AI, ecc.) sono finanziate dalle quote versate. In questo campo, le due casse della SSR non hanno per nulla lo stesso sistema e sono fondate su un approccio completamente diverso.

Alla CP SSR, le quote sono differenziate per età (più si è vecchi, più si paga), mentre che all'IP le quote sono uguali per tutti. In altre parole, l'IP ha adottato una logica di finanziamento solidale: gli assicurati più giovani versano dei premi "troppo alti" per coprire i diritti alle prestazioni degli assicurati più anziani. Alla CP SSR, il sistema di quote si basa su un principio di causalità che esclude la solidarietà tra giovani e anziani.
Che siano scaglionate secondo l'età oppure no, le quote aumenteranno in ogni caso. Non a causa del trasferimento dell'IP alla CP SSR, ma perché il Consiglio Federale ha accettato un vero e proprio furto da parte delle fondazioni collettive a danno delle rendite degli assicurati. La progressione delle quote dovrebbe aggirarsi tra il 12% e il 20% in media, perché le assicurazioni vogliono compensare in questo modo le perdite in borsa e ristabilire un tasso di conversione migliore.

Due fattori determinanti per le rendite subiranno un abbassamento: il tasso minimo d'interesse LPP verrà ridotto a 2,25% e il tasso di conversione passerà da 7,2% a 6,8%. Una fusione dell'IP con la CP SSR permetterebbe di parare un po' il problema. Chi dovrebbe decidere di un'eventuale riduzione di questi due fattori non sarebbe una fondazione collettiva a scopo di lucro, ma il Consiglio di fondazione della CP SSR, dove l'SSM è rappresentato in modo paritario.

Osservazione finale

Il processo di fusione è in corso e ci vuole tempo per trovare le soluzioni migliori. Noi informeremo regolarmente gli assicurati e forniremo una sintesi completa prima della votazione generale.

 

Breve glossario

Avere di vecchiaia

Avere al quale ha diritto ogni assicurato in funzione delle quote versate (dall'assicurato e dal datore di lavoro). A questo possono essere aggiunti dei supplementi, per esempio se gli investimenti si sono rivelati fruttuosi.

Cassa pensioni autonoma

Cassa gestita dall'impresa stessa. Spesso questa soluzione è scelta dalle grandi imprese. Il personale è rappresentato nel Consiglio di fondazione in modo paritario. In questo modo gli assicurati partecipano alle decisioni concernenti il tasso minimo, il tasso di conversione, le prestazioni della cassa pensioni, la ripartizione degli utili, ecc. Non è il caso delle casse collettive. La CP SSR è una cassa autonoma, l'SSM è rappresentato in modo paritario nel consiglio di fondazione.

Capitale di copertura

Parte del capitale di cui devono essere in possesso le casse pensioni per essere in grado di finanziare tutti i loro impegni. Si parla di sotto-copertura quando il capitale di copertura è inferiore al 100%. Una sotto-copertura troppo importante e di una durata eccessiva è proibito per legge. Per far fronte a una situazione simile, una cassa deve risanare le proprie finanze aumentando le quote e/o riducendo le prestazioni.

Fondazione collettiva

Fondazione creata in generale da delle società di assicurazione che offrono delle soluzioni di previdenza per le PMI (piccole e medie imprese). In una fondazione collettiva gli assicurati possono influenzare poco o nulla le decisioni sul tasso d'interesse minimo LPP e il tasso di conversione. L'utilizzo degli utili realizzati grazie agli investimenti del capitale della fondazione non è trasparente. Una parte di questi utili sono versati agli assicurati, ma una parte importante scompare nei conti delle assicurazioni.

Parte di rischio

Parte prelevata dai contributi per coprire i rischi d'invalidità e di decesso. Per questo motivo l'avere di vecchiaia è inferiore alla somma delle quote pagate dall'impiegato e dal datore di lavoro.

Primato dei contributi

Sistema secondo il quale i contributi versati determinano le prestazioni. Il capitale accumulato è versato in una volta sola o convertito in una rendita mensile secondo il tasso di conversione che dipende dalla speranza di vita.

Primato delle prestazioni

Sistema secondo il quale la prestazione assicurata è fissata in anticipo. Con 40 anni di contributi la prestazione assicurata generalmente equivale al 60% dell'ultimo salario ricevuto. È possibile acquistare degli anni di assicurazione.

Sovracopertura

Situazione nella quale la cassa dispone di un capitale di copertura superiore al 100%, generalmente dovuto a investimenti riusciti. È il caso dell'IP che dispone di un capitale libero di circa 55 milioni. Generalmente questi capitali servono per costituire delle riserve, per migliorare le prestazioni o per finanziare l'indicizzazione al rincaro delle rendite degli assicurati.

Tasso minimo LPP:

Tasso utilizzato per remunerare il capitale risparmiato. Più il tasso è alto, più l'avere di vecchiaia sarà elevato. Il tasso di interesse minimo LPP è passato in questi ultimi anni dal 4% al 3,25% e poi al 2,25%.

 

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ETICA DELLA NOTIZIA

Enrico Morresi ha pubblicato un libro da Casagrande il cui tema riguarda l'etica del giornalismo. Gli abbiamo posto alcune domande che vi proponiamo come anche la possibilità di comandarlo ad un prezzo ridotto.

Qual è il messaggio principale che ha voluto comunicare con il suo libro "Etica della notizia"?
Che i giornalisti devono guardare oltre la siepe dei loro interessi, dei loro pregiudizi, e persino della loro stessa capacità tecnologica, e pensare al "perché" fanno questo mestiere, e non solo al "come" farlo. Il referente è la società civile democratica, e, detto così, sembra molto sulle nuvole. Ma il libro è ricco di esempi concreti ove la pratica professionale è giudicata in rapporto a quell'obiettivo.

Cosa l'ha spinto a scriverlo?
Quarant'anni di esperienza, passati attraverso la stampa scritta, la televisione e poi la radio. Nessuno può dire che non sapessi di che cosa parlo. Ma non sarebbe stato possibile se non avessi deciso di uscire dal giornalismo attivo a 62 anni, e per fortuna con la mente ancora fresca per tornare a scuola, e poi tentare di collegare la realtà che avevo vissuto con i principi del comportamento morale descritti dalle grandi scuole della filosofia contemporanea.

A chi è indirizzato?
Ai giornalisti, in primis. Perché imparino a criticarsi, e non solo a criticare. Ma anche al pubblico più largo, perché veda quanto severe siano certe costrizioni con cui il giornalismo oggi deve fare i conti. E valuti con serenità, anche se severamente, le nostre incapacità a superarle.

 

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BREVI

Tessera stampa internazionale

A partire dal gennaio 2004, l'SSM è membro della Federazione Internazionale dei Giornalisti (FIJ). Quest'organizzazione rappresenta mezzo milione di giornalisti in più di 100 paesi, la sua sede centrale è Bruxelles.

L'adesione dell'SSM alla FIJ permette ai nostri membri che svolgono un'attività giornalistica e che sono iscritti al Registro professionale, di ottenere una tessera stampa internazionale riconosciuta in tutto il mondo. Basta che ne facciano richiesta al segretariato centrale SSM a Zurigo.

La tessera stampa internazionale viene aggiunta a quella svizzera e si basa sugli stessi principi. Valida due anni costa 60 franchi.

Per maggiori informazioni rivolgetevi al segretariato centrale SSM, Bodmerstrasse 3, 8002 Zurich, tel. 01 / 202 77 51, .

 

Problemi di pianificazione?

È stato costituito un gruppo di lavoro a livello svizzero per studiare le varie problematiche legate ai tempi di lavoro. Se avete problemi è questo il momento per farvi vivi!

 

Commissione femminile SSM

La commissione femminile dell'SSM raggruppa donne di tutte le regioni svizzere e delle varie unità aziendali. Con l'appoggio delle segretarie SSM per la parità, contribuiscono a sviluppare una politica sindacale che tenga presente i principi della parità tra donne e uomini.
Per rinforzare la nostra commissione e garantire la rappresentanza di tutte le regioni e di tutti i gruppi SSM, cerchiamo nuove colleghe che siano disposte a partecipare. La commissione femminile SSM si riunisce cinque volte all'anno a Zurigo per una riunione che dura solitamente dalle 11:00 alle 16:00 (con pausa pranzo a mezzogiorno). Se sei interessata, se vorresti ricevere maggiori informazioni o semplicemente venire a dare un'occhiata durante la nostra prossima riunione, rivolgiti a Claudine Traber, 052 624 45 12 o alla segretaria regionale Paola Minetti-Ramelli,

 

Indennità pasti

All'ultimo incontro con la direzione abbiamo affrontato il caso della trasferta a Engelberg, abbiamo concordato un aumento di 10 franchi dell'indennità pasti per ogni collaboratore che ha partecipato alla produzione.
La problematica in generale riguardo a situazioni particolari, sarà oggetto di un'ulteriore analisi.

 

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