| SSMinformatore | Nr.274 | |||||
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A CHE ETÀ
ANDREMO IN PENSIONE? Con questo caldo, quest'estate che sembra infinita, si fa fatica a dormire la notte e girandosi e rigirandosi nel letto c'è anche chi si preoccupa del futuro. Che ne sarà della nostra vecchiaia? Potremo goderci un po' di meritato tempo dopo tanto correre? O saremo troppo vecchi o troppo poveri o troppo spremuti per farlo e non ci rimarranno che gli acciacchi? La tristezza di vederci più fragili, stanchi, messi da parte? Cosa stanno facendo con le nostre pensioni? Dicono ch stanno cercando di indebolire anche l'AVS! È vero che la popolazione sta invecchiando e che i giovani non ce la faranno più a mantenerli? La solidarietà è in forse? Il sistema è malato e va soppresso? L'insicurezza è giustificata? Cosa stanno facendo i nostri politici?
Serpeggia un senso di insicurezza e quasi di ansia in alcuni, pensionati compresi, o forse soprattutto, che si vedono minacciare la loro pensione. Noi stessi abbiamo ricevuto una lettera di un nostro membro pensionato che si preoccupa del cattivo stato delle casse pensioni incolpando i pensionamenti anticipati. Da parte nostra, come SSM, abbiamo aderito al comitato ticinese contro lo smantellamento delle pensioni e crediamo che il pensionamento anticipato sia un'opportunità da salvaguardare, una possibilità che vada lasciata a chi, dopo aver lavorato una vita decide di godersi un po' di tempo. Naturalmente il pensionamento anticipato deve essere una scelta e non un'imposizione, pensiamo inoltre che non si debba escludere la possibilità, per chi lo desideri, di continuare a lavorare anche oltre i 65 anni. Salvare le pensioni lavorando tutti più a lungo ci sembra una soluzione semplicistica. Pensiamo piuttosto che l'attuale crisi del 2° pilastro abbia messo in evidenza i limiti strutturali del sistema di capitalizzazione, inadeguato a garantire a tutti rendite decenti e sicure al momento del pensionamento e che, invece, vada rafforzato il primo pilastro (AVS) fondato sulla ripartizione. Da un punto di vista di politica economica risulta nettamente controproducente creare questo clima di insicurezza minacciando le persone anziane di ridurre le rendite. Le proposte provocatorie di Couchepin creano insicurezza e quindi mettono ulteriormente in crisi i consumi e fanno aumentare i risparmi (due elementi che creano crisi economica). "Politicamente e economicamente è dar prova di poco senso di responsabilità il mettere costantemente in pericolo la solidarietà tra le generazioni ripetendo senza sosta scenari nuovi e irrealistici che non portano nessun nuovo elemento nella discussione (...) proporre di alzare l'età del pensionamento contribuisce stupidamente a rafforzare il pessimismo e la sua realizzazione non farebbe che aumentare il tasso di disoccupazione oltre che aggravare i problemi dell'assicurazione invalidità." (Rudolf Rechsteiner, dr rer.pol). Di questi tempi c'è chi ripete "senza sosta: diventiamo sempre più vecchi, il numero dei beneficiari delle rendite continua ad aumentare - per questa ragione le rendite dovrebbero diminuire e l'età del pensionamento aumentare. Quest'equazione semplicistica è falsa e pericolosa. Pericolosa perché di questi tempi è sottoscritta dai consiglieri federali Couchepin e Villiger" che cavalcano questa tesi perché in piena campagna elettorale. "Dire che l'AVS è in pericolo è irresponsabile perché quest'affermazione aumenta la preoccupazione nelle persone che sono già destabilizzate dalla crisi economica. L'AVS si trova nelle cifre nere. (...). Mai dalla sua introduzione, l'AVS si era trovata a una svolta così cruciale come oggi. L'AVS non è soltanto la principale conquista socio politica dei sindacati, ma anche la principale conquista sociale dello Stato federale svizzero. L'AVS contribuisce a una vecchiaia degna e indipendente e a una certa compensazione sociale. Se i consiglieri federali radicali, per delle ragioni ideologiche, se la prendono con quest'istituzione sociale di primaria importanza, i sindacati difenderanno questa grande conquista con tutti i mezzi. I sindacati preconizzano una riforma dell'AVS, ma chiederemo delle riforme sociali con lo scopo di garantire il minimo vitale (...)" (Paul Rechsteiner, presidente dell'Unione sindacale svizzera). Vedremo cosa ci riserva l'autunno. Torna all'indice
GALLINA VECCHIA
FA BUON BRODO Mai state così brevi le trattative CCL in tutta la
storia dell'SSM.
Stephan Ruppen,
Era già chiaro dopo sei tornate. Il nuovo CCL 2004
era fatto. Senza colpi di scena. Modeste, infatti, le revisioni
richieste ed annunciate sia dalla SSR che dall'SSM. Sistema salariale: bilancio variegato Per il sistema salariale, l'SSM si era prefissato due obiettivi: anzitutto ripristinare le trattative sulla compensazione annuale del rincaro, e in secondo luogo, uno sblocco del sistema salariale. L'intenzione, infatti, era quella di far sì che i collaboratori e le collaboratrici bloccati al 100% del salario di riferimento, in futuro ricevessero di nuovo un'opportunità di sviluppo salariale. Per tradurre in realtà tale esigenza, abbiamo rivendicato l'adeguamento completo della curva salariale delle unità aziendali al rincaro secondo l'indice nazionale dei prezzi al consumo. Tale rivendicazione è stata respinta dalla SSR per motivi psicologici; l'SSR è infatti contraria all'idea di un automatismo, a prescindere dai meccanismi su cui è fondato. Un atteggiamento deplorevole, poiché, stando ai nostri calcoli, il 70% dei collaboratori e delle collaboratrici a livello salariale si trovano ormai in una situazione di stallo; e con i premi, quale unico strumento, non è possibile portare avanti una politica salariale ragionevole. Siamo curiosi di vedere cosa intraprenderà la SSR per risolvere questa situazione ingarbugliata. Compensazione del rincaro: Ci saranno invece ogni anno le trattative relative alla compensazione del rincaro. L'ammontare della compensazione dipenderà dalla situazione finanziaria della SSR, dalla situazione sul mercato di lavoro, nonché dal carovita. Il futuro ci mostrerà se tale nuova prassi porterà dei vantaggi tangibili nella busta paga dei collaboratori e delle collaboratrici, oppure se la SSR farà la difficile, evocando la propria situazione finanziaria. Nelle trattative, la SSR calcolando i costi, partiva comunque dal presupposto di un'ulteriore spesa di circa 16 milioni di franchi per i prossimi quattro anni. Staremo a vedere. Tempo di lavoro - Per quel che riguarda le disposizioni sul tempo di lavoro, in pratica non cambia granché. Anche se la SSR rivendicava maggiore flessibilità - una richiesta che l'SSM non ha voluto soddisfare, visto che la SSR già oggi in numerosi punti fa fatica a rispettare i vincoli della Legge sul lavoro e le relative ordinanze. Questo da un lato per via delle sue peculiarità di impresa di mass media, dall'altro a causa della sua filosofia votata alla salvaguardia delle vecchie strutture e al risparmio a tutti i costi. Così, praticamente tutti i punti spinosi sono stati delegati ad un gruppo di lavoro, il quale con l'assistenza di esperti, avrà il difficile compito di formulare delle disposizioni sul tempo di lavoro che siano da un lato conformi al diritto vigente, e dall'altro, abbastanza flessibili da permettere l'erogazione delle prestazioni di servizio pubblico. Intanto, per cominciare, i collaboratori e le collaboratrici avranno 29 domeniche libere, e non più solo 26. Il saldo orario flessibile della categoria C, dalle attuali 24 ore sarà portato a 48 ore, inoltre tale saldo potrà d'ora in poi essere compensato con maggior flessibilità. Il nuovo orario di esercizio si estenderà dalle ore 07.00 alle ore 20.00. L'occhio vigilante del seco1 sulle Abbiamo anche discusso delle istruzioni SSR sugli orari di lavoro. Queste sono il frutto di un tentativo dell' SSR di disciplinare alcune questioni centrali in ottemperanza alla Legge sul lavoro. L'SSM non ha né negoziato tali istruzioni, né le ha firmate - fatta eccezione di un punto. L'eccezione si riferisce alla regola secondo cui, dopo 7 giorni di lavoro ininterrotto è dovuta un'indennità RTE (circa 85 franchi). Se è necessario lavorare ininterrottamente fino ad un termine massimo di 11 giorni, aumentano le indennità RTE, nonché il numero di giorni di riposo. Tale accordo si traduce ora in piani di servizio che prevedono 6 giorni di lavoro, un giorno libero, poi di nuovo alcuni giorni di lavoro. L'SSM rifiuta tale pianificazione, anch'essa contraria al diritto vigente, esigendo che dopo 6 giorni di lavoro siano concessi almeno due giorni di riposo. Non siamo disposti ad accettare la frammentazione dei giorni di riposo. Non è stato possibile comporre la controversia in modo soddisfacente. Anche questa questione è trasferita quindi al gruppo di lavoro, con l'incarico di risolverla a titolo prioritario, visto che il Segretariato di Stato dell'economia (seco) esige una soluzione conforme alla Legge.
Gli altri vantaggi del CCL 2004 Alle collaboratrici e ai collaboratori, il CCL 2004 porta alcuni miglioramenti minori che meritano comunque di essere menzionati: Ulteriore progresso nelle pari opportunità In tre settori l'SSM ha rivendicato dei miglioramenti a livello
delle pari opportunità: ampliamento dell'offerta di strutture
di accoglienza dei bambini, miglioramento dei contratti a tempo
parziale e strutture competenti in materia di pari opportunità
nelle unità aziendali. Qualche progresso è stato
fatto: L'SSR dovrà negoziare con l'SSM delle "misure
adeguate per sostenere le strutture extra familiari di accoglienza
dei bambini". Per il finanziamento delle stesse, la SSR
è disposta a stanziare una parte "adeguata"
dei soldi che verranno risparmiati qualora venisse introdotta
l'assicurazione nazionale maternità votata dal parlamento
(ca. 600'000 franchi di risparmi). Le unità aziendali
in futuro potranno presentare le relative domande alla Direzione
Generale. Più soldi per il fondo di creatività Per remunerare la compensazione dei diritti d'autore e dei diritti di protezione affini, la SSR alimenta due fondi - il fondo di creatività e il fondo di incoraggiamento (art. 20 CCL). Il versamento annuale nel fondo di creatività sarà aumentato di 200.000 franchi e sarà quindi di un milione di franchi. I collaboratori e le collaboratrici possono farsi pagare da questo fondo una specie di congedo sabbatico. Ulteriori ragguagli relativi alle condizioni di accesso al fondo sono ottenibili presso i segretariati regionali SSM oppure direttamente dal dipartimento risorse umane delle unità aziendali. Check-list in caso di licenziamento Negli ultimi due anni l'SSM ha dovuto constatare diversi gravi errori in occasione di licenziamenti, accordi di scioglimento del rapporto di lavoro, messa in disponibilità, pensionamento anticipato o dichiarazione di invalidità dei collaboratori e delle collaboratrici. Ecco perché nelle trattative l'SSM ha richiesto la redazione di check-list vincolanti. Tali liste di controllo devono garantire un minimo di parità di trattamento in ogni unità aziendale ed evitare ulteriori disguidi. La SSR su questo punto si è dimostrata disponibile e ha dichiarato la propria intenzione di migliorare le direttive già esistenti, nonché di allestirne di nuove. Importante a questo proposito la formazione nei reparti delle risorse umane. In autunno faremo la prova del nove per vedere a che punto siamo. Anche qui non abbasseremo la guardia. Durata del CCL Il CCL 2004 avrà una validità di quattro anni. Non è prevista una revisione parziale. Qualora, durante il periodo di validità, i partner sociali dovessero concordare modifiche, dopo la consultazione degli organismi competenti, esse potranno essere integrate nel CCL senza particolari procedure. Una novità è costituita dal fatto che la durata del CCL non verrà più prolungata. Se nel 2007 non si trova un accordo sul nuovo CCL, il contratto scade, generando un vuoto contrattuale. Una prospettiva interessante per tutte e due le parti... seco (segretariato di Stato dell'economia) Torna all'indice
LA CASSA PENSIONE SSR È IN PERICOLO?
Viste le preoccupazioni sulla salute della cassa pensione, abbiamo interpellato il nostro rappresentante nel consiglio di fondazione della cassa pensione SSR, Fabrizio Fazioli, e gli abbiamo chiesto di spiegarci come sta la nostra cassa.
Bisogna assolutamente distinguere. Il guaio è che le distinzioni che bisognerebbe fare sono talmente tante e tali che si finirebbe per fare una grande confusione e per capirci in definitiva poco. Procediamo allora nel modo più selettivo possibile rilevando solo alcuni punti chiave di tutta la complicata vicenda.
I pilastri che scricchiolano… Prima ancora di parlare della cassa pensione SSR Idée Suisse (CPS) dobbiamo constatare che i pilastri della socialità elvetica sono incrinati in più punti. Come mai? Due sono sostanzialmente le ragioni: - La popolazione sta invecchiando, per cui le persone a beneficio
di una rendita di pensione o di vecchiaia sono sempre più
numerose e lo sono per più tempo. In questo panorama particolarmente depresso della congiuntura e della socialità molti nodi stanno dunque venendo al pettine: -Esiste in Svizzera una vera giungla di casse pensioni che
non giova certamente al buon funzionamento e all'equità
del sistema. Basti dire che gli istituti di previdenza (IP) sono
quasi diecimila, alcuni autonomi, altri pubblici, la maggior
parte però gestiti collettivamente da assicurazioni private
Sono queste tutte considerazioni generali sulle quali si innesta
l'attuale questione politica, che molti non esitano a definire
un vero attacco al sistema pensionistico svizzero. Un attacco
che viene da lontano e che usa problemi oggettivi, quali l'invecchiamento
della popolazione o la caduta delle borse, per mettere in discussione
il sistema stesso e per scaricare su pensionati e dipendenti
i costi delle pretese riforme. Quali riforme? - Prima di tutto si chiede un aumento dei premi (sia pur passeggero
ma che diventerà probabilmente duraturo), attraverso contributi
speciali, sia da parte dei datori di lavoro, sia da parte degli
impiegati.
"Une idée" che per il momento funziona Veniamo adesso alla nostra cassa pensione. Tutto questo non significa che all'orizzonte non si staglino
anche per noi delle nubi. Ecco ancora alcuni dati che possono
chiarire la questione.
Considerando tutto quanto precede, la CPS gode dunque di una
situazione senz'altro solida che può reggere a qualsiasi
confronto orizzontale con altre casse in Svizzera. Anche la lieve
flessione della copertura dei rischi prevista per fine anno non
è assolutamente per il momento motivo di preoccupazione.
Il collocamento completo dei fondi e un'ipotizzabile lieve ripresa
dei mercati dovrebbero ristabilire a breve termine le condizioni
di piena copertura. Permane invece a medio e a lungo termine
la questione del lento ma progressivo invecchiamento della popolazione
che potrebbe gravare in futuro sull'equilibrio della cassa. CHE NE SARÀ
DI SWISSINFO? L'assemblea dei delegati dell'SSM riunitasi il 23 maggio 2003 a Ginevra si è indignata per l'intenzione del Consiglio Federale di sopprimere la sovvenzione federale a Swissinfo/SRI a partire dal 2006 nel quadro del pacchetto di risparmi previsto dalla Confederazione.
L'esistenza stessa di Swissinfo/SRI sarebbe messa in pericolo da questa misura. A metà marzo era stato fatto un primo annuncio di misure
di risparmio. Queste sono passate in secondo piano dopo l'annuncio
della soppressione della sovvenzione federale di 18 milioni a
Swissinfo/SRI. La tradizione di una diffusione internazionale indipendente in quanto voce e presenza della Svizzera nel mondo rimane cruciale, vista la presenza della Svizzera nell'ONU e i conflitti internazionali, di fronte a una società dell'informazione globalizzata che è sempre più monopolistica e soprannazionale. La compensazione prospettata della sovvenzione nazionale per mezzo di un aumento del canone è politicamente irrealista e antisociale. Quanto al trasferimento totale dei costi alla SSR, significherebbe la messa in pericolo potenziale di circa 100 posti di lavoro. L'assemblea dei delegati SSM, che comprende i delegati di tutte le unità aziendali della SSR, ha espresso il suo sostegno ai colleghi di Swissinfo/SRI e ha chiesto al Parlamento di rinunciare alla soppressione dei contributi federali. (VP)
LAVORO E TEMPO
LIBERO Nella sua lettera il pensionato avanza anche critiche sull'eccessivo
tempo libero a disposizione dicendo che lo stress deriva da questo
più che dal lavoro. È vero che la nostra società
ci educa al lavoro, valorizza le persone tramite il lavoro e
la carriera, esistono però altri elementi delle nostra
vita che andrebbero maggiormente valorizzati anche dalla società,
perché il lavoro rappresenta soltanto una minima parte
della nostra vita e centrare tutto su di esso è sbagliato
e pericoloso, ci fa perdere tutta una serie di esperienze legate
alla vita famigliare, affettiva e sociale e quando si arriva
alla meritata pensione si rischia di andare in crisi invece di
godere del tempo a disposizione mettendolo a profitto anche degli
altri e della società. Una persona anziana in forma e
con ancora molta voglia di vivere può dare molto alla
società e a chi gli sta vicino. Non si tratta di una fine
ma magari proprio di un inizio di una vita più equilibrata
e felice. Da parte mia, riesco a individuare il seme della felicità solo nel lavoro creativo e nel tempo libero: perciò coltivo l'ipotesi che l'ozio, nella società postindustriale, possa diventare importante almeno quanto il lavoro e che via via finisca per fare tutt'uno con esso, entrambi assumendo le connotazioni del gioco." Il primo capitolo inizia con queste citazioni: "Concludo una vita vissuta di corsa, in affanno, rimandando
continuamente le cose veramente importanti, la vita vera, per
farne altre, lontane come miraggi e, alla fine, inutili."
"Noi viviamo nell'epoca in cui la gente è così
laboriosa da diventare stupida".
UNA LETTURA INTERESSANTE...
"In base alle statistiche, un ventenne ha davanti a sé
almeno sessant'anni di vita. Tradotti in ore, come se si trattasse
della carica di una batteria, sessant'anni equivalgono a 525'000
ore. Se questo ventenne trovasse oggi stesso un lavoro stabile,
se lo lasciassero lavorare in santa pace fino a sessant'anni,
e se lavorasse quotidianamente come e più del dovuto,
tanto da accumulare duemila ore di lavoro l'anno, comunque, in
complesso, la sua esperienza lavorativa non supererebbe le 80'000
ore. Naturalmente questo ventenne dovrà dedicare una parte
notevole della sua vita - mettiamo, dieci ore al giorno - al
sonno, alla cura del suo corpo, alle faccende domestiche. Tutto
sommato, altre 219'000 ore. Nella nostra immaginazione di cittadini colti e agiati, il lavoro occupa uno spazio e un rispetto spropositati, come se il nostro giovane fosse assimilabile a un suo coetaneo che viveva nella Manchester di Engels a metà dell'Ottocento, quando la vita media non superava i quarant'anni, il lavoro assorbiva la metà di tutte le ore vissute e la ricchezza era prodotta direttamente dalle mani dell'uomo. Sarà forse quel ricordo, ereditato dai nostri bisnonni, sarà il fantasma biblico della fatica come castigo inevitabile per espiare il peccato originale, certo è che il concetto di lavoro è rimasto impigliato nel nostro inconscio personale e collettivo come qualcosa di onnivoro e preminente, che viene prima di tutto e da cui quasi tutto dipende. Il tempo libero ha ormai sorpassato il tempo di lavoro, anche se nessuno mostra di essersene accorto. Ciò vale non solo per un ventenne alla vigilia del suo primo impiego ma anche per un quarantenne nel pieno della sua frenetica carriera, illuso di avere davanti a sé un lavoro infinito in una vita infinita. Facciamo un poco di conti anche per lui: contro 350'000 ore di vita, egli lavorerà 40'000 ore al massimo, con la sensazione che non gli bastino, e disporrà di 165'000 ore di tempo libero, con la sensazione che non gli servano. Preso dal suo attivismo professionale, egli trascura se stesso e i propri cari, sacrifica tutto al successo e non si ferma mai un attimo a fare questi semplici calcoli per paura di ammettere che il lavoro, sempre più residuale sotto il profilo cronologico, debba diventarlo anche sotto il profilo esistenziale. Ciò vale se il lavoro che gli è toccato corrisponde ai suoi sogni, alle sue attitudini e alla sua professionalità. A maggior ragione vale se non gli piace, se non gli consente di esprimersi come vorrebbe, se rappresenta per lui soltanto uno strumento per sbarcare il lunario. (...) La crescente sofisticatezza e potenza delle macchine consente di delegare a esse mansioni fisiche e intellettuali sempre più numerose e sempre più complesse (...) Nelle economie di mercato la ricchezza è distribuita in modo da esasperare la forbice tra ricchi e poveri, determinando le premesse di una guerra frontale dei primi contro i secondi, destinata a diventare cruenta se non si individuano nuovi parametri, diversi dal lavoro umano, per ridistribuire la ricchezza. Il tempo libero dal lavoro occupa uno spazio sempre più centrale nella vita umana. Occorre dunque riprogettare la famiglia, la scuola, la città, la vita in funzione non solo del lavoro ma anche del tempo libero, in modo che questo non degeneri in dissipazione e aggressività ma si risolva in pacifica convivenza e in ozio creativo. Occorre cioè predisporre una nuova condizione esistenziale in cui studio, lavoro, tempo libero e attività di volontariato sempre più si intreccino e reciprocamente si potenzino. (...) Come racconta un vecchio blues, in alcuni stati del Sud i negri d'America avevano l'obbligo di camminare nel lato assolato della strada - sunnyside of the street - dove più infuocata staffilava la calura, ma dove era possibile dialogare col sole, abbacinati dalla sua luce feconda. I bianchi si riservavano il lato ombroso, senza sapere quante mancate emozioni costasse loro la comodità della frescura. Questo libro cerca di guardare alcuni fenomeni consueti e inquietanti - il lavoro organizzato, la disoccupazione, il tempo libero - con lo sguardo di chi cammina nella parte assolata della strada."
Domenico De Masi, Il futuro del lavoro, fatica e ozio nella società postindustriale, Rizzoli, 1999
LE PERPLESSITÀ DI UN Torna all'indice
CONTRATTI
VARIABILI,
Negli ultimi numeri dell'Informatore scrivevamo della vittoria ottenuta dall'SSM davanti al tribunale arbitrale che ha deciso come non fossero legali contratti per variabili che comprendessero meno di 8 ore al giorno. Dopo di che alcuni di voi ci hanno interpellato scrivendoci: l'irregolarità rispetto alle 8 ore al giorno non comprende
solamente i contratti variabili . Se, da un lato, la decisione
del tribunale non può che farci piacere, dall'altro dobbiamo
purtroppo constatare come questo importante diritto sia applicato
unicamente ai collaboratori con contratto variabile. Non esitiamo
a definire discriminatorio questo modo di agire. Il fatto di
non applicare tale regola anche per i contratti per collaboratori
a tempo parziale non fa infatti che aumentare la disparità
di trattamento tra collaboratori a tempo pieno e quelli a tempo
parziale violando un importante principio: a uguale prestazione-uguale
rimunerazione. Inutile rammentarvi le situazioni di disagio di
chi dispone di un contratto a tempo parziale con orari e turni
irregolari. Queste situazioni le conoscete bene perché
sono le stesse che avete denunciato in sede giudiziale difendendo
i diritti dei variabili. Vi invitiamo pertanto ad occuparvi anche
del nostro caso (che isolato non è) e che, se chiarito
in tempi brevi, non può che portare beneficio per tutti.
A antenna management diversità
Il gruppo pari opportunità RTSI è stato sciolto, si è deciso di indirizzarsi veso il "management delle diversità". La responsabile rimane Krysia Binek e l'anntenna che lavorerà con lei in questo ambito sarà composta da: Sarah Tognola, Alessandra Zumthor, Rosanna Pedrini, Giuseppe Limoncello, Paola Minetti-Ramelli (SSM). In settembre ci sarà una prima giornata di formazione, vi terremo informati.
P Politica del personale Il 4 settembre prossimo avremo un incontro con la direzione per discutere della politica del personale. Abbiamo chiesto questo incontro perché preoccupati della politica di riduzione degli effettivi praticata in questi ultimi anni dalla RTSI, infatti il numero dei pensionamenti è maggiore rispetto alle assunzioni. Se avete suggerimenti per delle domande o osservazioni sul tema, fatecele avere entro la fine di agosto. P.S la data è stata posticipata al 14 ottobre
I incontri con le risorse umane Dall'inizio dell'anno abbiamo avuto diversi incontri con la direzione e con le risorse umane. Con il nuovo responsabile Giuseppe Gallucci abbiamo avuto non poche difficoltà iniziali, pian piano sembrerebbe che il clima stia migliorando. Siamo riusciti a trovare alcuni accordi e mettere le basi per un lavoro comune. Vi informeremo in un prossimo numero sugli argomenti sul tappeto e su come procedono le cose.
O opuscolo
L'ufficio federale di statistica ha preparato un opuscolo
dal titolo:
A arcobaleno a metà prezzo Durante i mesi di luglio e agosto sarà possibile acquistare
degli abbonamenti mensili arcobaleno a metà prezzo. Per
maggiori informazioni: 091 814 37 51/34
B Battaglia Il Signor Battaglia della tipografia Poncioni che ci ha dato
una mano per l'impaginazione e la stampa dell'Informatore, va
in pensione. Questo è l'ultimo numero per lui. Lo ringraziamo
e gli facciamo tanti auguri! |