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Sindacato svizzero dei massmedia (SSM)


Bodmerstrasse 3, 8002 Zurigo e collaboratori swissinfo.
Comunicato stampa sullo smantellamento di swissinfo


La realizzazione del piano di ristrutturazione di swissinfo presentato martedì
significherebbe la fine di quella che, una volta, era la Radio svizzera internazionale e
oggi una piattaforma di informazione online in 9 lingue. Per circa 80 collaboratori
altamente qualificati questo significa la perdita del posto di lavoro.
Il valore della "Voce svizzera all'estero" è riconosciuta sia dal mondo politico, sia
dalla SRG SSR idée suisse. Nessuno è però disposto a sostenere finanziariamente
questo servizio pubblico. La Confederazione rinuncerà completamente al
finanziamento di swissinfo dal 2006, ciò che di per sé rappresenta già una scelta
scandalosa.


Il vero scandalo risiede però nei piani della SSR di ridimensionare swissinfo,
riducendola ad un livello difficilmente giustificabile, sia dal profilo politico che
giuridico.


A swissinfo rimarrebbero solamente 10 giornalisti, mentre i servizi svolti dai
collaboratori della redazione araba, cinese, portoghese, spagnola e giapponese
verrebbero soppressi. Anche le redazioni in lingua tedesca, francese e italiana
pressoché soppresse.


Di che cifre si parla?


Nel 2004, la Confederazione ha versato circa 17 milioni a swissinfo, quest'anno solo
5. Dell'importante diminuzione del sostegno statale avevano già fatto le spese i
dipendenti, toccati nel 2004 da massicci tagli (circa 25 capacità). Ora, la soppressione
di 80 posti di lavoro viene giustificata con una minor entrata di 5 milioni!
Onere non sostenibile? Chi lo afferma non è onesto. Nel 2004, la SSR ha realizzato
uno dei migliori risultati per quanto concerne gli introiti pubblicitari. Il capitale
proprio dell'impresa ammonta a oltre 500 milioni di franchi. Swissinfo sarebbe
dunque un peso insopportabile?


SSM e swissinfo dicono no!


Chiediamo alla Direzione generale e al consiglio di amministrazione della SSR di
bloccare immediatamente questo progetto e di garantire il finanziamento di swissinfo
fino all'entrata in vigore della nuova LRTV, che ribadisce il sostegno della
Confederazione a swissinfo. Non c'è quindi spazio per delle speculazioni su una legge
ancora in divenire.
Chiediamo dunque al DATEC e all'UFCOM, di non avallare i progetti di
ristrutturazione e di non modificare ulteriormente il già ridotto piano di gestione e
diffusione di swissinfo.
Ci rivolgiamo infine a politici, partiti e organizzazioni che sostengono una presenza
mediatica svizzera di qualità all'estero, affinché si impegnino a favore di swissinfo e
impediscano i tagli previsti.


Contatti:
Andrea Tognina, presidente SSM-swissinfo, 079 334 41 64
Gaby Ochsenbein, SSM-swissinfo, 078 713 05 95
Stephan Ruppen, segretario centrale SSM, 079 215 14 18