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LETTERA APERTA Egregio Direttore, ci esprimiamo a nome dei dipendenti della RTSI, che rappresentiamo, che si sentono profondamente colpiti nella loro onorabilità e correttezza professionale dall'accozzaglia di mezze verità e palesi falsità scodellata dal periodico "L'inchiesta" nel suo "dossier" del numero di settembre. Oltre a quella della RTSI, del servizio pubblico, è l'immagine dei lavoratori radiotelevisivi che operano quotidianamente nel paese ad essere nuovamente sporcata. In quanto dipendenti di un'azienda che fa dell'informazione e della comunicazione la sua ragion d'essere, spontaneamente nel '98 abbiamo sentito l'esigenza di elaborare una carta dei "Diritti e dei doveri dei giornalisti", e non siamo disposti a sopportare in silenzio attacchi da parte di giornalisti che fanno della manipolazione della realtà la loro ragione d'essere. Ci permettiamo pertanto di chiederLe: - informazioni sui presunti abusi denunciati nell'articolo; - un'analisi approfondita del dossier che evidenzi gli errori (cifre, dati, informazioni fasulle, illazioni) usati ad arte per denigrare l'azienda e l'operato dei collaboratori, e di valutare con il legale SSR se non ci siano gli estremi per una denuncia penale a salvaguardia dell'immagine di tutti i dipendenti; - un'efficace e pronta risposta della Direzione nei confronti del pubblico: tacere per l'ennesima volta, di questi tempi, equivarrebbe ad ammettere le nefandezze che vengono attribuite al personale nel suo insieme. Cordialmente |