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Il sistema salariale SSR - Genesi
Solo chi conosce il passato può capire il futuro. E' vero anche per il sistema salariale SSR. Vale perciò la pena soffermarsi sull'evoluzione dei sistemi retributivi e della politica salariale della SSR nel corso degli anni. L'SSM vi propone una retrospettiva di Stephan Ruppen, segretario centrale Nella storia della politica salariale della SSR, la data più importante è sicuramente il 1° gennaio 1995. Un nuovo Contratto collettivo di lavoro (CCL) entra in vigore, introducendo un'inedita filosofia retributiva che segna la fine di un sistema di classi di stipendio sviluppato in origine dalla Confederazione per i suoi funzionari.
Aumenti salariali garantiti Nel vecchio sistema composto di 21 classi di stipendio, ogni collaboratore veniva assegnato a una classe in base alla sua funzione. Per ogni funzione, un minimo e un massimo definivano l'arco della carriera salariale; la progressione dal livello di entrata fino al livello più alto avveniva in sette anni. Dopo otto anni, la carriera salariale si fermava, eccetto per le persone che potevano far valere una qualifica eccellente e così progredire di una classe. Fino al 1995, il sistema garantiva non solo uno sviluppo salariale automatico, ma anche una compensazione automatica del rincaro e un'indennità di residenza per tenere conto del costo della vita nelle varie regioni della Svizzera. Nel corso dei decenni, la progressione automatica dello stipendio, inizialmente apprezzata dal personale, sviluppa effetti negativi. Dopo otto anni nell'azienda, la carriera salariale infatti si ferma bruscamente. Così, all'inizio degli anni 90, la maggioranza del personale non ha più alcuna prospettiva di progressione salariale. Altro problema: le basi stesse del sistema sono gradualmente intaccate perché la SSR attribuisce ad alcune persone una funzione che non corrisponde al loro lavoro oppure trasferisce collaboratori di lunga data a classi di stipendio che non corrispondono alla loro funzione. Da un'analisi del 1993/1994 risulta che il sistema retributivo è ormai completamente fossilizzato e non risponde più agli interessi di una consistente parte del personale.
Funzioni chiave e sistema retributivo meritocratico I partner sociali tentano allora di trovare soluzioni alternative. Nelle trattative, l'SSM propone di mantenere il principio di un sistema basato sulle classi di stipendio, introducendo degli adeguamenti per renderlo più permeabile e più aperto a evoluzioni salariali o cambiamenti di classe più rapidi. L'SSM intende così rispondere all'esigenza di una maggioranza dei suoi soci che, in una votazione, si è espressa a favore di una retribuzione in parte basata sulle prestazioni individuali. Per la Direzione della SSR, una simile variante non va abbastanza lontano. Vuole invece introdurre un sistema basato su una nuova valutazione del lavoro e un vero approccio meritocratico. Dopo lunghe trattative, un nuovo sistema entra finalmente in vigore nel 1995. Secondo questo sistema, tutte le funzioni chiave devono essere sottoposte a una valutazione che consente di attribuire a ciascuna funzione un punteggio a partire da cui sarà determinato il salario della funzione chiave. Siccome l'obiettivo è di garantire che gli stipendi siano in linea con il mercato e conformi alle prestazioni individuali, viene introdotta anche una componente "prestazione" basata sul risultato della qualificazione individuale. Inoltre, il livello salariale dipende anche dall'esperienza. Tra il 1995 e il 1997, un sistema basato veramente sulla prestazione e sull'esperienza individuale avrebbe dovuto entrare in vigore. Avrebbe dovuto, perché in realtà questo sistema non sarà mai applicato.
Ventata neoliberista In seguito a queste trattative, i partner sociali intraprendono
il lavoro di valutazione delle funzioni chiave, cioè delle
funzioni che si distinguono nettamente dalle altre per contenuto
e requisiti. Questo lavoro sfocia in un lungo elenco di funzioni
chiave per ogni unità aziendale (UA). Per alcune professioni,
vengono addirittura definite più funzioni chiave, per
esempio redattore 1, 2 e 3. In seguito, in base alla massa salariale
disponibile, la SSR calcolerà i salari per ogni funzione
chiave, un calcolo nel quale l'SSM non avrà voce in capitolo. Poco dopo l'arrivo del nuovo direttore generale Armin Walpen,
la Direzione disdice la parte del CCL che definisce il sistema
salariale. Per l'SSM, questo segna l'inizio di un periodo molto
difficile, anche al suo interno. Infatti, la SSR non mette in
discussione solo il sistema retributivo, ma anche il CCL in quanto
tale. Rivendica un CCL nazionale ridotto all'osso, completato
con 8 contratti di unità aziendale che dovranno definire
in particolare le disposizioni sul tempo di lavoro e sugli stipendi.
Se l'SSM riesce a opporsi una simile costruzione contrattuale,
la SSR impone però un nuovo sistema salariale. La base
del sistema precedente non cambia (funzioni chiave, punteggio
per ogni funzione, valore della funzione ecc.), ma la componente
"prestazione" viene sostituita da un semplice premio
individuale e la componente "esperienza" scompare.
In un secondo articolo, spiegheremo su quali problemi sfocia questo sistema retributivo. Fatto sta che il sistema non tarda a essere giudicato insoddisfacente dalla stessa SSR. Così, già nel 1998 vengono intavolate nuove trattative in vista della scadenza del CCL. Nel 2001 entra in vigore un nuovo CCL che introduce tre cambiamenti fondamentali in ambito salariale. Primo: Lo stipendio minimo al momento dell'assunzione passa
dall'80% al 70% dello stipendio di riferimento della funzione.
In altre parole, la SSR può assumere nuovi collaboratori
pagati il 30% in meno dello stipendio della funzione. Come funziona oggi il sistema retributivo oggi Nel 2004, entra in vigore un nuovo CCL. Non introduce quasi
nessuna modifica nel sistema salariale ma cambia la procedura
che regge i negoziati salariali annui. Le parti negoziano di
nuovo la compensazione del rincaro, attribuendovi una parte adeguata
della percentuale della massa salariale destinata a provvedimenti
salariali e negoziata a livello nazionale. Nelle trattative nazionali, le parti negoziano dapprima una
percentuale d'aumento della massa salariale, stabilendo la parte
da destinare al rincaro. Il livello della compensazione del rincaro
è valido per tutte le unità aziendali. Gli effetti sui salari individuali Gli effetti dei negoziati sugli stipendi individuali sono variabili. L'unico elemento comune per l'insieme del personale è il fatto di percepire il tasso di compensazione del rincaro negoziato a livello nazionale. Le persone che hanno già raggiunto lo stipendio di riferimento possono ricevere un premio individuale, la cosiddetta "componente di prestazione", a seconda del buon volere del loro superiore. L'ammontare del premio dipende dal superiore. Per questa categoria, le trattative salariali non hanno altri effetti. Le persone che non hanno ancora raggiunto il 100% dello stipendio di riferimento della loro funzione, i cosiddetti "entwickler" - soprattutto persone assunte da poco alla SSR - possono beneficiare di un aumento il cui ammontare è fissato dal superiore. Le persone di questa categoria possono anche ricevere un premio. La decisione spetta al loro superiore.
Sistema salariale - chiaro come la luce del giorno? Per capire come funziona questo sistema, occorre dapprima sapere qual sia la funzione assegnata, qual sia lo stipendio di riferimento di questa funzione e se la retribuzione individuale sia inferiore o uguale allo stipendio di riferimento. A questo punto sorgono spesso vari problemi, legati tra l'altro all'applicazione del sistema da parte dei superiori. Il nostro prossimo articolo tratterà queste problematiche.
Per spiegare gli ingranaggi del sistema, mostreremo come la SSR
lo sfrutta a suo vantaggio, quali ne sono le pecche e perché
sono molti i collaboratori della SSR che non ne capiscono il
funzionamento pur avendone colto i vari aspetti tecnici.
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