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AUMENTO DEGLI AFFITTI DEI POSTEGGI
Una proposta vuota ... è possibile riempirla?

 

Il consistente aumento dei costi dell'affitto dei posteggi RTSI ha suscitato una valanga di proteste. Una proposta analoga ci era già pervenuta alla fine del 2002 e avevamo già risposto negativamente ad un aumento che non fosse accompagnato da una proposta che tenesse conto dei problemi di mobilità, salvaguardia dell'ambiente, trasporti pubblici, e piani viari comunali e cantonali.

 

Purtroppo a un anno di distanza ci si ripropone un aumento senza nessuna proposta che tenga conto delle nostre richieste di analisi. Contro questo modo di procedere abbiamo manifestato il nostro disaccordo portando la tematica all'incontro con la direzione che abbiamo avuto negli scorsi giorni; ci siamo fatti interpreti del malcontento dei collaboratori e abbiamo ribadito la nostra posizione che era già stata espressa in una lettera al Direttore regionale alla fine del 2002.

Un semplice aumento del prezzo dei posteggi non può essere la soluzione auspicata e praticabile nell'interesse comune, ma è una soluzione sbrigativa, tutta a carico del lavoratore che è pur sempre cittadino e non si preoccupa minimamente della qualità della vita della regione e dei gravi problemi di inquinamento e di traffico del cantone. Confrontare semplicemente dei prezzi applicati in realtà diverse per dedurne la necessità di giustificare un aumento sproporzionato dei prezzi, riversandolo su chi lavora, senza dare la possibilità di effettuare una scelta ponderata sul tipo di mobilità utilizzabile, risulta essere una soluzione di comodo e controproducente.
Ancora una volta, un'azienda che di fatto è azienda di servizio pubblico, si muove, nel suo interno, senza minimamente tener conto del contesto socio/politico in cui si situa, anzi, approfittando di questa situazione, ne trae particolare profitto.
Constatiamo come la decisione stessa non sia scaturita da una ricerca poliedrica di quelle sinergie possibili, utili a risolvere i problemi d'incremento del traffico cittadino causato anche dagli spostamenti del personale della RTSI, (si possono quantificare in almeno 3000 gli spostamenti giornalieri) ma da un calcolo ben preciso di chi ben conosce i margini di guadagno dati dall'affitto dei posteggi alla RTSI.
Lo stesso Piano cantonale dei trasporti, descrive come vi siano chiare direttive atte a realizzare una rete integrata di trasporto pubblico nella cintura circostante gli agglomerati, così da permettere al privato un'adeguata mobilità.
Gli strumenti pianificatori sono formati da un ampio ventaglio di misure coordinate e complementari, elaborate per perseguire quegli obiettivi prefissati, e il cui fine è di conciliare gli interessi pubblici e privati. Certo è che sta ai Comuni armonizzare gli interventi dei privati con l'interesse pubblico e determinare i mezzi finanziari per realizzare le infrastrutture necessarie, ma per analogia, sta pure al privato (nel nostro caso alla RTSI) cercare le giuste sinergie con il pubblico, così da sfruttare al meglio quella metodologia innovativa data dal Piano direttore Cantonale che consiste nell'affrontare la problematica dei trasporti attraverso un approccio integrato e partecipativo. Sulla base della direttiva Cantonale traspare in modo chiaro, la volontà politica del Cantone di cercare di risolvere in maniera adeguata quei problemi di protezione dell'ambiente e di qualità di vita nelle nostre città. Il piano direttore vuole essere, appunto, l'incentivo per la soluzione della problematica del rapporto tra il servizio pubblico e la mobilità privata, quale importante componente della qualità di vita.
Decidere un aumento dei prezzi dei parcheggi incondizionato, credendo di contribuire in modo specifico alla risoluzione di quei problemi di carattere viario e ambientale, è sbagliato e inopportuno. Non utilizzare gli strumenti atti ad armonizzare gli interventi privati con quelli pubblici, vuol dire non voler contribuire in maniera attiva allo sviluppo di quella mentalità che serva da stimolo per l'insieme della società, e ciò non può e non deve essere la specifica politica di un'azienda come la RTSI che è pur sempre considerata servizio pubblico e con delle responsabilità, vista la sua posizione "faro" nel Cantone.

All'incontro con la direzione e abbiamo avanzato delle proposte costruttive che permettano un discorso di questo tipo:

Innanzitutto l'istituzione di una commissione incaricata di gestire gli introiti dei posteggi nella quale l'SSM sarebbe rappresentato. La commissione dovrebbe utilizzare gli introiti per la manutenzione dei posteggi e per attuare degli interventi concreti che permettano e incentivino delle scelte diverse per quanto riguarda la mobilità. Ad esempio:

- L'introduzione di una navetta per Comano con frequenze interessanti
- La sovvenzione dell'abbonamento Arcobaleno.
- Avviare contatti e discussioni con gli organi comunali e cantonali che si occupano di questi aspetti.

Il Direttor Balestra si è dimostrato interessato e sensibile alla problematica, speriamo che la nostra proposta si traduca in realtà. Per ora rimaniamo in attesa e vi terremo al corrente.