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30 anni di SSM
Congresso interessante
L'SSM decisamente contrario al progetto di centralizzazione e
privatizzazione della produzione
L'SSM, fondato nel 1974 a Origlio, il 3-4 giugno scorso è
(quasi) ritornato alle origini: circa 120 delegati, membri e
ospiti illustri hanno discusso sul Monte Verità tra l'altro
delle connessioni tra Media - Potere - Mercato - Politica.
Il primo giorno evase le trattande statutarie, la discussione
si è incentrata sul progetto Orion. Attualmente la SSR
sta studiando la fattibilità di un piano di ottimizzazione
della produzione TV, che non esclude una privatizzazione rispettivamente
una partecipazione di investitori privati. I delegati hanno approvato
all'unanimità una risoluzione categoricamente contraria
sia ad una centralizzazione che ad una scissione della produzione
dal programma. Infatti un tale progetto metterebbe in pericolo
la chiave di riparto, il mandato di servizio pubblico e penalizzerebbe
le regioni minoritarie. Inoltre l'SSM chiede una informazione
e partecipazione reale oltre che la garanzia del mantenimento
degli attuali posti di lavoro e dell'applicazione dell'attuale
CCL a tutto il personale.
La risoluzione è stata consegnata personalmente al Direttore
generale della SSR Armin Walpen, prima del suo intervento riguardante
la strategia SSR.
Il secondo giorno ci sono stati diversi interventi. Roger De
Weck ha parlato del populismo dei contenuti. Il direttore di
"Le monde diplomatique", Iganzio Ramonet, ha lanciato
il giornalismo "bio". Piero Scaramucci, ex direttore
di Radio Popolare, ha messo in guardia che la repubblica delle
banane alla Berlusconi potrebbe fare scuola in Europa.
Il direttore dell'UFCOM Marc Furrer ha illustrato la revisione
in atto della legge RTV e in questo contesto ha elogiato la competenza
dimostrata dall'SSM. G. Heuberger (associazione delle radio private)
e F. Lombardi (presidente di Telesuisse) hanno presentato il
punto di vista dei produttori dei media privati.
La storica votazione del 16 maggio è stata lo spunto dell'intervento
di Paul Rechsteiner, presidente dell'Unione sindacale svizzera.
Egli ha schematizzato le attuali sfide dei sindacati svizzeri,
non da ultimo il diritto del lavoro, claudicante se paragonato
a quello europeo. In questo contesto ha elogiato la CCL negoziata
dall'SSM con la SSR. La redattrice radio Barbara Büttner,
quale presidente nazionale SSM, ha chiesto di essere più
attivi e controllare meglio l'applicazione del contratto collettivo
di lavoro.
Ritorneremo sugli argomenti su di un prossimo numero dell'"Informatore".
I delegati si sono pure espressi criticamente nei confronti dei
centri di potere, che sempre più cercano di sottomettere
i media ai propri interessi. L'SSM chiede pertanto alle varie
lobby dell'economia e della politica di rispettare l'indipendenza
dei media. Infatti media liberi e indipendenti sono indispensabili
per permettere la democratica formazione di opinioni.
Le colleghe e i colleghi del SEI (gessatori e pittori) e di Comedia
si trovano in difficili e impegnative trattative per il contratto
collettivo di lavoro. I delegati al congresso hanno espresso
il loro pieno sostegno e la loro solidarietà per queste
lotte.
SSM - Sezione di Lugano
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